Death Race: Il Primo Scandalo Videoludico.

Il primo Aprile del lontano 1976 uscì un gioco che avrebbe di lì a poco cambiato per sempre la reputazione dei videogiochi a livello mondiale, parliamo di Death Race, un racing game per 1 o 2 giocatori.

Il titolo in questione fu prodotto da Exidy, che aveva bisogno di un modo per diffondere il suo “Destruction Derby” (1975). Si affidò dunque a Chicago Coins, azienda nota in tutta America, questa però non rispettò i termini di pagamento, Exidy prese dunque la decisione di creare un nuovo gioco modificando alcuni dettagli di Destruction Derby, nacque così “Death Race”.

Il gioco in sé era semplice,  si comandava una macchina con lo scopo di investire più “gremlins” possibili, questi una volta colpiti lanciavano un grido raggelante per poi trasformarsi in croci, queste a lungo andare si accumulavano sullo schermo, ricordando un cimitero.

Al giorno d’oggi un gioco simile passerebbe inosservato, d’altronde abbiamo visto titoli ben più cruenti ed espliciti, tuttavia il videogioco inteso come lo intendiamo oggi nacque nel 1973, solo 3 anni prima! E’ dunque normale che la gente fosse ancora sospettosa al riguardo, e alla vista di questo gioco i giornali cominciarono a parlarne, fu però la scoperta del suo nome di lavorazione (“Pedestrian” ovvero “Pedone”) la proverbiale goccia che fece traboccare il vaso. 

Così si scatenò una vera e propria tempesta mediatica, la prima del mondo videoludico, i Coin-Op (i cabinati, per intenderci) divennero veramente pericolosi agli occhi della gente, questo fu l’inizio della condanna dei videogiochi, che vennero accusati da tutti i media (pensate che ne parlò anche il noto programma televisivo americano “60 minutes”) di instillare violenza nelle menti fragili dei bambini.

La notizia arrivò anche al celeberrimo New York Times, che il 28 Dicembre del ‘76 parlò del gioco, Ecco di seguito un estratto dell’articolo in questione, cliccando qui invece accederete alla sua versione integrale tradotta in italiano.


A quanto pare nelle sale giochi di tutto il paese sta spopolando un nuovo gioco
automobilistico a gettoni chiamato “Death Race” -videogame che mette i giocatori dietro
ad un volante con lo scopo di investire figure umanoidi su uno schermo televisivo-
non senza provocare l’indignazione del Consiglio Nazionale per la Sicurezza (NSC).

[…]
Phil Brooks, il manager della compagnia, paragona il gioco ad un innocuo cartone
per bambini. Dice in un intervista: “E’ come ridere di noi. Nessuno
guida così bene. E’ una presa in giro alla nostra abilità
di automobilisti.”

Ma il Consiglio Nazionale per la Sicurezza non sembra averla presa come scherzo.
Un articolo nel numero invernale della rivista di una organizzazione no-profit, Family
Safety, parla di Death Race come “ingannevole”, “macabro” e “malsano, molto malsano”.

[…]’


Pete Kauffman, il produttore, si difese pubblicamente numerose volte, ribadendo che si trattava di creature totalmente immaginarie e fittizie, tutt’ora non si è sicuri sulla verità, ma questa faccenda non fu affatto dannosa per Exidy, al contrario essa non fece altro che rendere l’azienda più famosa e triplicare le vendite del gioco, che oltre alla brutta reputazione ottenuta, fu un vero e proprio successo.

Cosa pensate dunque di questo avvenimento? Vi invito a dirlo nella sezione commenti, a mettere mi piace se l’articolo vi ha interessato ed a seguirmi sui social per rimanere aggiornati sul mondo videoludico.

3 commenti

  1. Bel lavoro, detto da uno che con il tema della “violenza nei videogiochi” ha ammorbato (spero di no) i suoi lettori con un rubrica apposita dal titolo “Chi ha paura dei videogiochi?” di ben 13 post (e a breve pubblicherò il quattordicesimo sul famoso caso di Rule of Rose). Non ho ancora scritto di Death Race e me ne hai ricordato. Peraltro è proprio il primo videogioco in cui appaiono delle forme – per quanto stilizzate – di esseri umani. Fino ad allora la “violenza” si era perpetrata contro muri di mattoncini, alieni e dischi volanti. Per la prima volta ora contro un simulacro di essere umano, chimato “gremlin” proprio perchè si era consapevoli che avrebbero alzato un polverone, usufruendo di tanta pubblicità gratuita e sperando in un aumento delle vendite. Se queste erano le intenzioni di Exidy non possiamo dirlo con certezza, ciò che accadde ha del paradossale: Le vendite di Death Race ammontarono a un migliaio di cabinati, non certo un risultato brillante; aumentarono invece le vendite di tutto il settore dei cabinati.
    Se ti interessa il tema posso suggerirti il link all’indice degli episodi di “Chi ha paura dei videogiochi?”. Non mi offendo se non accetti l’invito 😉

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      • Ecco il link all’indice. Considera che è un racconto scandito cronologicamente dall’inizio dei videogiochi, ma nulla toglie che puoi scegliere il post che più ti incuriosice.Chi ha paura dei videogiochi?
        Grazie per la disponibilità e chiaramente se lasci un commento, sarò una bella opportunità per scambiare le nostre opinioni, magari anche differenti.

        Piace a 1 persona

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