Quando The Legend of Zelda faceva schifo.

The Legend of Zelda è una serie famosa in tutto il mondo, e con il passare del tempo ha viziato noi videogiocatori ad una qualità sbalorditiva sotto ogni aspetto, c’è stato però un periodo quantomeno oscuro per la saga in questione che, a malincuore, non può essere dimenticato. Si tratta di un momento particolare per Nintendo stessa, che tra il 1989 ed il 1991, in seguito ad un affare fallito con Sony, ha cercato un accordo con Philips per la produzione di un modulo CD-Rom per il SNES, questa collaborazione ben presto venne abbandonata, rivelandosi totalmente inutile, se non fosse per 3 giochi prodotti da Philips per la propria console dell’epoca, i giochi in questione sono: “Link: The Faces of Evil”, “Zelda: The Wand of Gamelon” e (pubblicato l’anno successivo) “Zelda’s Adventure”. Bisogna però specificare, che seppur siano capitoli ufficiali della saga non sono considerati canonici da Eiji Aonuma stesso (il produttore di The Legend of Zelda).

Il primo titolo, ovvero “Link: The Faces of Evil” comincia con Link che, annoiandosi nella ormai pacifica terra di Hyrule, viene a conoscenza, grazie al mago Gwonam, del fatto che Ganon sta conquistando l’isola di Koridai e che lui è l’unico che può fermarlo. L’isola è però caratterizzata da alcune gigantesche strutture di Pietra che prendono il nome di “Volti del male” (o Faces of Evil, in lingua originale) e che vengono comandate dai vari scagnozzi di Ganon. Con il proseguire della storia Link e Gwonam scoprono che la Principessa Zelda è stata rapita e imprigionata grazie ad un incantesimo che l’ha fatta addormentare, si sconfiggono tutte i Volti del Male e si trova il Libro di Koridai, l’unica arma che può sconfiggere Ganon. Dunque si arriva infine alla Tana di Ganon, dove lo troveremo insieme al suo personale Volto del Male, Link dunque gli (letteralmente) tira il libro di Koridai che lo assorbe tra le sue pagine, sconfiggendolo definitivamente. 

Grazie alla chiave che Ganon ha fatto cadere a terra Link apre la prigione in cui si trova la Principessa Zelda e grazie ad un gong la sveglia, dunque la storia si conclude con l’isola di Koridai nuovamente in pace, la Principessa Zelda al sicuro e Link che viene proclamato “Eroe di Koridai” da Gwonam.
Passando alle informazioni più generali, questo titolo è uscito il 10 Ottobre 1993 e si tratta di un semplice platform, grazie ad una mappa si può entrare nei vari livelli, in cui sono presenti due piccole “triforze”, una a segnare l’entrata e l’altra a segnare l’uscita, Link sarà anche dotato di una spada intelligente che ferisce i nemici e che sprona gli NPC amichevoli a parlare, cominciando così un orribile animazione del personaggio che parla in primo piano, il gameplay era terribile, basti pensare che la boss fight contro Ganon si conclude con una singola mossa. Tuttavia, se il gameplay era pessimo, ci si può aspettare qualcosa di meglio dal punto di vista grafico magari, dato che si tratta di un gioco basato proprio sul progetto del modulo CD-Rom (allora avveniristico) per SNES, e invece no, a dir la verità le animazioni era mediocri e legnose anche per l’epoca, per non parlare dei disegni a tratti inquietanti, tanto da essere ricordate al giorno d’oggi esclusivamente come meme.

Eviterei volentieri anche di parlare della caratterizzazione dei personaggi, dato che Link è
praticamente un molestatore e l’unica cosa che Ganon dice nell’intero gioco è: “Unisciti a me Link, altrimenti morirai”. Questo primo titolo getta le basi per il successivo, che infatti per gameplay è totalmente identico, se non fosse per la protagonista, infatti al secondo dei giochi andremo a trattare è attribuito un inaspettato primato: quello di essere il primo capitolo di “The Legend of Zelda” ad avere proprio Zelda come protagonista, questo perché “Zelda: the wand of Gamelon”, nonostante sia immondizia videoludica, rimane un gioco ufficiale Nintendo a livello legale, e quindi un legittimo membro della saga.  

Questo capitolo comincia dunque con il re Harkinian che avverte Zelda e Link del fatto che l’isola di Gamelon è sotto attacco da parte di Ganon e che dunque partirà per dare man forte al re locale. Passa un mese dalla partenza del re e non si ricevono sue notizie, quindi Zelda preoccupata invia Link sull’isola per assicurarsi che il padre stia bene, ma la storia si ripete e anche Link scompare, così Zelda decide di partire da sola per salvare il Re e Link. Durante il viaggio sconfiggeremo tutti i servi di Ganon e verremo a conoscenza della “Bacchetta di Gamelon”: l’unica arma che può sconfiggere Ganon, una volta trovata la bacchetta e aver sconfitto il suo custode ci dirigeremo alla dimora di Ganon e colpendolo con la bacchetta lo imprigioneremo in un libro apparso dal nulla, il tutto avverrà con una velocità disarmante e senza alcun senso apparente. Con la chiave cadutagli libereremo il re, e chiedendosi dove si trova Link, Zelda tirerà a terra uno specchio senza alcun motivo facendolo apparire dal nulla. Passando sopra alla scena dello specchio, che è di un no-sense unico, è palese  che tutta la trama sia un’enorme deja-vu del capitolo precedente, rimpiazzando però Zelda a Link e la Bacchetta di Gamelon al Libro di Koridai.
Il prossimo, nonché ultimo, capitolo è uscito un anno dopo i due predecessori, ed ha nuovamente la Principessa Zelda come protagonista. Questa volta il gameplay è totalmente rivoluzionato, infatti Zelda’s Adventure utilizza una visuale dall’alto, familiare alla saga di The Legend of Zelda e una grafica live action fatta male, le cutscenes sono dei veri e propri video con “attori” reali, come ci si può aspettare la recitazione è praticamente inesistente, inoltre allo scopo di ricostruire le scene si uniscono clip video e disegni digitali, che creano un risultato alquanto disturbante. 

Appena avviato il gioco e dopo esserci sorbiti un video orribile che dovrebbe fungere da introduzione verremo catapultati nel mondo di gioco, e lì ci renderemo conto della parte peggiore del gioco: i caricamenti, infatti la mappa e composta da tante zone molto piccole che verranno visualizzate a schermo una alla volta, per passare da un riquadro all’altro ci basterà avvicinarsi al bordo, così la principessa zelda scomparirà e dopo una schermata nera che durerà 3 o 4 secondi apparirà nuovamente nella schermata successiva, ciò rende l’esplorazione (che dovrebbe essere il fulcro dell’intero gameplay) una tortura. Al contrario del titolo precedente Zelda utilizzerà una bacchetta a cui potranno essere assegnate svariate magie che costeranno rupie ad ogni utilizzo e che a volte saranno obbligatorie per sconfiggere determinati nemici.

In questo titolo Zelda verrà inviata a Tolemac, una zona che si trova a sud-est di Hyrule e che è stata conquistata da Ganon (chiamato Gannon nel gioco). Durante il nostro viaggio avremo però anche il compito di recuperare 7 “segni celesti” (celestial signs in lingua originale) ovvero delle pietre magiche rubate da Ganon e naturalmente sorvegliate dai suoi tirapiedi più forti. Una volta ottenuto l’ultimo segno dovremo combattere in sequenza tutti i custodi per poi arrivare a Ganon stesso. La boss fight finale è a dir poco patetica, infatti Gannon si limiterà a teletrasportarsi lateralmente e ad attaccare verso il basso, quindi basterà colpirlo dal fianco per ucciderlo lentamente senza prendere danni. Uccidendo Gannon Zelda porterà Hyrule e Tolemac in un nuovo periodo di pace e salverà Link.
Anche questa trama non eccelle in originalità, ma quantomeno non è copiata ed incollata dalle 2 precedenti.
Dunque ecco la fortunata fine di questa evitabile trilogia, vi invito a mettere mi piace all’articolo se vi è piaciuto, a seguirci qui sul sito come sugli altri social per restare aggiornati sul mondo videoludico e molto altro.

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