La storia Nintendo #1 – il NES.

Nintendo è attualmente la casa produttrice di videogiochi più famosa di sempre, i suoi Nintendo Ds e Game Boy occupano rispettivamente il secondo ed il terzo posto nella classifica delle console più vendute di sempre. Lo scopo di questa mini serie di articoli è quello di ripercorrere l’intera storia della Casa di Kyoto e delle sue console più famose, dalla sua creazione fino ad oggi.

Nintendo venne fondata il 23 settembre del 1889 a Kyoto da Fusajiro Yamauchi e inizialmente vendeva giochi di carte, non a caso il nome significa “lasciare la sorte al cielo”, chiaro riferimento al gioco d’azzardo e, dunque, alle carte. Questo primo periodo della casa nipponica a noi interessa relativamente, dunque tratteremo solo i fatti più rilevanti.

Nel 1959 l’azienda acquisì molta fama grazie ad un partenariato con Disney per la realizzazione di alcune carte a tema, successivamente iniziò a vendere elettrodomestici e giochi elettronici, senza troppo successo, entrò nell’ambiente videoludico nel 1974, acquisendo i diritti della Magnavox Odissey, questa manovra fu particolarmente fortunata e dunque Nintendo decise di creare una console propria: il “Color TV Game”, nel 1977 l’azienda assunse lo sviluppatore Shigeru Miyamoto, creatore di Donkey Kong, che diventerà il suo più grande successo, nel 1980 venne creata Nintendo of America con sede a New York.

Nel 15 Luglio 1983 Nintendo lanciò il NES (Nintendo Entertainment System) noto in giappone come “Famicom”, questa console definì le basi per le successive, partendo dal controller, che nonostante il design a dir poco semplice creò il layout di tasti che di lì in poi Nintendo (e non solo) cominciò ad utilizzare e che fino ad oggi è rimasto quasi invariato, questo era infatti caratterizzato dalla croce direzionale (è stato il primo controller ad utilizzarla) e i tasti select, start, A e B. 

Sin da subito la console ebbe un incredibile successo, superando per vendite i rivali Atari e Sega, tuttavia dopo poco si verificarono alcuni problemi, la macchina si bloccava eseguendo determinati giochi, dunque l’allora presidente Hiroshi Yamauchi decise di ritirare tutte i NES e ripararli, questa manovra costò molto a Nintendo, ma la ripagò in credibilità.

Inoltre la console tramite un preposto slot permetteva l’utilizzo di svariate periferiche e moduli aggiuntivi, per fare un esempio, tramite una cartuccia ed una tastiera si poteva trasformare la console in un home computer, oppure vi era una componente aggiuntiva che permetteva la lettura e la scrittura di alcuni floppy disk in formato proprietario, ciò è di grande rilevanza nella storia Nintendo, poiché molti giochi nacquero proprio sotto forma di floppy disk, e non di cartuccia, ne è un esempio The Legend of Zelda.

Dato il notevole successo del Famicom in Giappone, Nintendo volle esportare questa console in tutto il mondo, cominciando dall’ America, paese che però, in quel periodo era nel pieno della crisi videoludica dovuta ai videogiochi scadenti, dunque ormai il popolo americano avrebbe rifiutato un qualsiasi prodotto descritto come “console”, Nintendo dunque riuscì nel suo intento tramite un particolare stratagemma, infatti evidenziò i videogiochi come “giocattoli per bambini” (è anche per questo che tutt’ora vi è questa credenza), la console dunque venne modificata, dandole un aspetto più serio rispetto alla versione originale e prese il nome di Nintendo Entertainment System (o NES), le differenze tra la versione occidentale e quella nipponica sono notevoli, non solo dal punto di vista estetico ma anche per l’atteggiamento interno alla produzione dei giochi, infatti in Giappone Nintendo dava molta più libertà agli sviluppatori, ciò si manifesta anche solo nei giochi e nelle confezioni, le cartucce infatti avevano spesso e volentieri forme e scatole diverse, al contrario, in America i Game Pak (così venivano chiamati) avevano sempre la stessa forma e un classico colore grigio, che richiamava la console.
Una volta terminata la crisi videoludica del 1983, Nintendo cercò dei modi per evitare di fare gli stessi errori di Atari (che la scatenò), infatti la casa in questione non badava alla produzione dei giochi per le proprie console, lasciando pubblicare titoli veramente deludenti per l’acquirente. Nintendo evitò questa fine grazie ad un rigido controllo ed un timbro che certificasse la qualità dei giochi (tutt’ora utilizzato). 

Una volta apportati questi provvedimenti Nintendo iniziò un controllo sui videogiochi esportati in Europa tramite un chip installato nelle console, questo permetteva l’utilizzo di uno specifico tipo di cartuccia (PAL-A o PAL-B)in base alla propria provenienza, in Italia, Gran Bretagna ed Australia era utilizzato il PAL-A, ed in tutto il resto d’Europa si utilizzava il tipo B. Se si provava ad utilizzare una cartuccia di PAL non corrispondente a quello compatibile con la console il titolo si bloccava, facendo lampeggiare la schermata d’avvio. Tuttavia tramite una semplice modifica sulla console era possibile annullare il blocco e giocare anche i titoli non compatibili.

Quello che maggiormente ha reso il NES / Famicom una delle console più importanti di sempre è il suo parco titoli, contenente giochi oggi definiti come pietre miliari, ne sono un esempio Final Fantasy, Metroid e Mega Man. Per gli interessati col video qui di seguito potrete vedere i titoli più importanti e giocati di sempre sul NES.

Tuttavia in questo periodo Sega sfornò il Sega Mega Drive che, facendo della sua nuova grafica a 16 bit un vanto, fece acquisire a Nintendo un ruolo quasi marginale, quest’ultima dunque, prima di creare il Super Nintendo Entertainment System (anche detto Super Famicom in Giappone), di cui però parleremo nel prossimo articolo, ha provato a rimettersi in carreggiata con il NES 2 (messo in vendita il 15 Ottobre 1993) per il mercato nipponico e il AV Famicom (commercializzato il 1° Dicembre dello stesso anno) per il mercato americano, queste console non erano però altro che importazioni del Famicom in America e del NES in Giappone, in entrambi i casi il design venne modificato e il prezzo diminuito, nonostante ciò anche questa console venne lentamente dimenticata. Il NES così scomparve fino al 10 Novembre 2016, anno di pubblicazione del Nintendo Classic Mini, una versione in miniatura del NES contenente 30 dei titoli cult della console originale. Così finì il il ciclo vitale del Nintendo Entertainment System, la console che salvò il mercato videoludico e che definì la base per le macchine da gioco fino ad oggi.

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